Dipendenza da gioco? Fiori di Bach!

Gioco azzardo

Ieri sono andata da una cliente di lunga data, le ho visto nascere e crescere la figlia, per dire.

M. è una donna complessa, vitale, ricca dal punto di vista affettivo ma anche con le sue fragilità emotive. Una di queste è il gioco: quando è triste e ha bisogno di gratificarsi, visto che non fuma e non beve, gioca.

Piccole cifre, per carità (o non si osa dirmi quanto, né io ovviamente chiedo).

Quindici giorni fa abbiamo cominciato a lavorare su questo aspetto coi Fiori di Bach: era un po’ che lo gestiva con serenità o che proprio non ne sentiva il bisogno, ma da un mesetto a questa parte le cose erano cambiate e la pulsione a giocare era tornata con invadenza.

Non son tempi felici questi, e sprecare il denaro era un motivo in più di depressione e frustrazione. Ma come fare? Se non giocava stava male, come se le mancasse qualcosa.

Quando mi telefonò allarmata stava già prendendo un composè strutturato per altri obbiettivi: “Aggiungi Agrimony” le ho suggerito “è solo un aiuto per ora, perché dobbiamo capire perché giochi e qual’è il vero problema, ma ti aiuta fino al prossimo incontro”.

Ci siamo poi viste per continuare il lavoro con la consulenza: “Sì, mi ha calmato un po’, ma continuo a giocare…”. Perché? Qual’è il vuoto da riempire? Cos’è che ti manca davvero che ti genera frustrazione? Perché l’unica gratificazione arriva da lì? E via dicendo ci siam poste un po’ di domande e fatte un po’ di riflessioni legate al suo stato emotivo di questo periodo.

Nasce un nuovo composè: Agrimony, sempre, perché Agrimony è il fiore delle dipendenze, tutte (alcool, fumo, gioco, droga…), ma anche ad esempio Chestnut Bud, il fiore dell’apprendimento, che ci aiuta a non ripetere sempre gli stessi errori, sempre gli stessi errori, sempre gli stessi… e Clematis, che lei è una sognatrice e magari quel sognare di vincere la porta lontano dalla realtà – che le vittorie nella vita materiale si raggiungono attraverso altre vie – e altri fiori sempre più personali.

Ieri l’ho rivista, dicevo, dopo una settimana che prendeva la nuova formulazione e la prima cosa che mi ha detto è stata: “Ma sai che non ho più il bisogno di giocare? Ma proprio non mi importa più niente! Ma funzionano così tanto i Fiori di Bach?”

Eh, se ben consigliati, sì. Ciò non vuol dire che non ci ricadrà più ma vuol dire che chiudendo quel buco possiamo ora cominciare a lavorare sul vero bisogno da soddisfare.

Che non è il gioco.

Per info consulenze: QUI

)O(

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...